Sorrento, il consigliere Eduardo Fiorentino interviene dopo la seduta del Consiglio comunale: «Senza giri di parole»
Al centro della seduta di ieri del Consiglio comunale di Sorrento anche alcune valutazioni sull’attività amministrativa svolta in passato da Eduardo Fiorentino, oggi consigliere comunale di minoranza. A intervenire sull’operato dell’ex assessore è stata l’ex vicesindaco Filomena Cappiello, mentre Fiorentino non era presente in aula. Il consigliere ha successivamente affidato a un post la propria replica, soffermandosi sulle questioni sollevate e sulla distinzione tra le responsabilità della politica e quelle degli uffici comunali.
Nel suo intervento il consigliere ricostruisce la vicenda dal proprio punto di vista e contesta in particolare l’idea che un assessore possa intervenire direttamente nell’assegnazione degli incarichi o nella gestione delle procedure degli uffici comunali.
Il consigliere Fiorentino scrive: «Ieri, in Consiglio comunale, l’ex vicesindaco Filomena Cappiello ha ritenuto opportuno parlare di me e del mio operato da assessore in mia assenza.
Una scelta che dice già molto.
Forse in mia presenza sarebbe stato un po’ più difficile raccontare una versione dei fatti senza avere qualcuno dall’altra parte del tavolo pronto a rispondere, punto per punto, alle affermazioni fatte.
Tra le accuse che mi sono state rivolte, anche quella di non aver indicato agli uffici a chi affidare e come controllare l’iter di una determinata procedura.
Su questo voglio essere chiarissimo: un assessore non affida incarichi, non dirige i funzionari e non stabilisce agli uffici come devono gestire una procedura amministrativa.
L’assessore dà indirizzi politici.
Gli uffici, attraverso i funzionari competenti, gestiscono gli atti e le procedure nel rispetto della legge.
È una distinzione elementare. E dovrebbe esserlo soprattutto per chi ha avuto responsabilità amministrative.
Io non ho mai pensato che fare politica significasse mettere le mani nelle procedure degli uffici, suggerire affidamenti, indicare persone o condizionare funzionari.
Non l’ho fatto allora e non lo farei oggi.
Se invece qualcuno considera normale che la politica dica agli uffici a chi affidare le cose, come gestirle e come controllarle, allora il problema non è ciò che ho fatto io.
Il problema è proprio quella concezione della politica.
E forse è anche uno dei motivi per cui considero quella stagione amministrativa non del tutto positiva.
Io sarò pure “vecchio stampo”, come qualcuno potrebbe pensare. Ma preferisco esserlo.
Preferisco essere vecchio stampo e onesto, piuttosto che moderno al punto da confondere il ruolo politico con quello amministrativo.
La politica deve dare indirizzi, assumersi responsabilità e metterci la faccia.
Gli uffici devono poter lavorare autonomamente, senza pressioni, senza interferenze e senza dover interpretare i desiderata della politica.
Perché quando la politica comincia a condizionare gli uffici, direttamente o indirettamente, si supera un confine che non dovrebbe mai essere superato.
E su questo non accetto lezioni da nessuno.
Soprattutto da chi ieri ha scelto di parlare di me quando io non c’ero.
Se qualcuno vuole giudicare il mio operato, è libero di farlo.
Ma abbia almeno la correttezza e il coraggio di farlo quando sono presente.
Perché io non mi sottraggo al confronto. Mai.
E soprattutto, quando si fanno accuse e si raccontano fatti che mi riguardano, pretendo di poter rispondere.
La politica è confronto.
La politica è responsabilità.
La politica è metterci la faccia.
Parlare alle spalle, invece, è un’altra cosa».
Il post riporta quindi il confronto su due piani distinti. Da una parte c’è la vicenda politica e personale, con Fiorentino che chiede la possibilità di replicare alle valutazioni espresse in aula in sua assenza. Dall’altra emerge una questione più strettamente amministrativa, relativa ai rispettivi ambiti di competenza di assessori e uffici comunali.
È proprio questo secondo aspetto a dare alla polemica una dimensione che va oltre il rapporto tra i protagonisti. La gestione degli atti amministrativi, infatti, coinvolge competenze tecniche e responsabilità politiche differenti, la cui corretta distinzione rappresenta un elemento centrale nel funzionamento di un ente locale. Il dibattito politico può naturalmente riguardare scelte, priorità e indirizzi, mentre l’attuazione concreta degli atti segue le procedure e le responsabilità previste dall’ordinamento.
Sul piano politico, invece, il messaggio di Fiorentino appare soprattutto come una richiesta di confronto diretto. Il consigliere rivendica il diritto a intervenire sulle questioni che lo riguardano e trasforma la vicenda in una riflessione sul metodo del confronto tra maggioranza e opposizione.
Restano, dunque, sullo sfondo le diverse ricostruzioni della precedente esperienza amministrativa e le valutazioni espresse in Consiglio comunale, che potranno essere ulteriormente chiarite attraverso un confronto tra le parti. Al momento, il dato politico è che la vicenda riapre una discussione su ruoli, responsabilità e modalità del confronto istituzionale nella politica sorrentina, con posizioni destinate probabilmente a essere nuovamente affrontate nelle prossime sedute consiliari.
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