Debiti fuori bilancio, l’opposizione chiede più responsabilità: “Assoluta inadeguatezza della attuale classe dirigente”
La vicenda legata alla seduta del Consiglio comunale chiamata ad approvare i debiti fuori bilancio torna al centro del confronto politico a Sorrento. A riaccendere la discussione è un documento firmato da tutta l’opposizione che interveniene dopo le dichiarazioni del vicesindaco, il quale aveva ricondotto l’assenza del numero legale a una semplice disattenzione, definendola un episodio privo di conseguenze irreparabili.
La minoranza contesta però questa ricostruzione e attribuisce alla propria presenza e al proprio atteggiamento in aula la possibilità di evitare ulteriori conseguenze sul piano amministrativo. Nel comunicato l’opposizione sottolinea inoltre la necessità di distinguere tra il piano politico e quello tecnico-amministrativo, chiedendo alla maggioranza maggiore attenzione nel governo della macchina comunale e nelle dichiarazioni rivolte alla città.
Di seguito il comunicato integrale firmato da tutta l’opposizione: «A proposito della vicenda della mancanza del numero legale nella approvazione dei debiti fuori bilancio, liquidata dal vicesindaco come una “mera disattenzione e che è nulla di irreparabile”, va precisato che questo è dovuto solo al senso di responsabilità della minoranza, la quale avrebbe ben potuto sollevare la questione della nullità della delibera dopo la scadenza del termine indicato dal Prefetto per l’approvazione dell’assestamento del bilancio, a pena dello scioglimento del consiglio comunale.
Ma per responsabilità verso la Città e correttezza verso la maggioranza, non è stato fatto.
Ora iniziasse anche l’amministrazione a dimostrare responsabilità nelle dichiarazioni pubbliche, serietà nella gestione amministrativa e correttezza verso il consiglio comunale
Ciò premesso non possiamo non sottolineare che si tratta comunque di un fatto gravissimo che svela la assoluta inadeguatezza della attuale classe dirigente del comune che dimostra di non conoscere neppure gli atti elementi che reggono la vita della città. Ci saremmo aspettati che qualcuno avesse almeno offerto al consiglio le proprie dimissioni o quantomeno chiesto scusa per la necessità di un ulteriore consiglio che sarebbe stato del tutto inutile se si fosse fatto il proprio lavoro. Se il buongiorno si vede dal mattino tempi bui aspettano Sorrento nella gestione del suo futuro. Le sfide che ci attendono sono gravi e non si possono affrontare con il pressappochismo dimostrato in questa vicenda».
La questione pone un tema che va oltre il singolo episodio: il rapporto tra correttezza delle procedure, responsabilità politica e funzionamento del Consiglio comunale.
La mancata presenza del numero di consiglieri necessario per procedere a una deliberazione rappresenta infatti un passaggio che richiede particolare attenzione, soprattutto quando la seduta riguarda provvedimenti collegati alla gestione finanziaria dell’ente. Anche quando un errore procedurale può essere successivamente corretto, resta il problema dell’organizzazione dell’attività amministrativa e della necessità di evitare che un adempimento debba essere ripetuto.
Su questo punto le posizioni appaiono distanti. Da una parte c’è la lettura della maggioranza, che sembra ricondurre l’accaduto a un inconveniente amministrativo risolvibile. Dall’altra, l’opposizione interpreta l’episodio come il sintomo di una più generale debolezza nella gestione dell’attività istituzionale.
La vicenda ha aperto un nuovo fronte di confronto tra maggioranza e opposizione. La gestione dei bilanci e degli adempimenti finanziari rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’attività di un Comune e richiede precisione, rispetto delle scadenze e piena consapevolezza delle procedure.
Il confronto politico è dunque destinato a proseguire. Da un lato, l’opposizione chiede che quanto accaduto abbia conseguenze sul piano della responsabilità politica; dall’altro, spetterà all’amministrazione dimostrare nei fatti che l’episodio è stato circoscritto e che il funzionamento della macchina comunale non ne risentirà.
Per Sorrento, al di là delle contrapposizioni tra schieramenti, la questione centrale resta quella della qualità dell’azione amministrativa. Gli atti finanziari, le scadenze e le procedure consiliari non sono semplici passaggi formali: incidono direttamente sulla capacità dell’ente di programmare e governare il futuro della città.
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