Addio all’Avv. Antonino Cuomo, il sindaco che ha segnato una stagione di Sorrento
Profondo cordoglio a Sorrento per la scomparsa dell’Avvocato Antonino Cuomo, conosciuto da tutti come Nino. A darne il triste annuncio Federico e Loredana, Giuseppe e Rosaria, Amelia e Giampietro con i nipoti tutti, i fratelli e le sorelle che ora l’accompagnano con la preghiera nel suo ultimo viaggio verso la dimora eterna.
Con lui scompare una figura che ha attraversato da protagonista molti dei momenti più significativi della vita pubblica e culturale di Sorrento nel secondo Novecento. Avvocato, amministratore, giornalista e scrittore, Cuomo interpretò il rapporto con la città come una responsabilità quotidiana, mettendo al centro del proprio impegno non la ricerca del consenso fine a se stessa, ma l’idea di una politica intesa come servizio e partecipazione alla vita della comunità.
Le sue radici affondavano profondamente nella storia di Sorrento. La famiglia Cuomo era infatti legata all’antica tradizione artigiana locale. Il nonno paterno aveva dato vita a un’attività dedicata alla produzione di manufatti lignei secondo la tradizione dell’intarsio sorrentino, avviando dapprima il commercio in piazza Tasso e trasferendolo successivamente in via San Francesco. Un patrimonio familiare che contribuì a rafforzare in Nino il legame con la città e con quelle attività artigianali che per generazioni avevano rappresentato una parte essenziale dell’identità sorrentina.
Si laureò in Giurisprudenza nel 1953 e, a partire dal 1957, esercitò la professione forense. Nel corso della sua attività si occupò soprattutto di materia tributaria, agraria e commerciale, costruendo una lunga esperienza professionale. L’avvocatura, tuttavia, non esaurì mai i suoi interessi: accanto alla professione si svilupparono l’impegno amministrativo, quello politico, l’attività giornalistica, la ricerca storica e la partecipazione alla vita associativa e culturale.
Il suo ingresso nella vita politica avvenne nel clima della ricostruzione del dopoguerra. Negli anni Cinquanta aderì alla Democrazia Cristiana e nel 1960 entrò nell’amministrazione comunale come assessore. In seguito assunse incarichi di rilievo anche nel settore sanitario. Alla presidenza dell’ECA seguì infatti un impegno diretto nella realizzazione e nell’organizzazione del nuovo ospedale civile di Sorrento, contribuendo a trasformare quella che era stata una struttura assimilabile a un’infermeria in un ospedale di terza categoria.
Il momento più importante della sua esperienza amministrativa coincise con la guida del Comune di Sorrento. Dopo aver ottenuto il maggior numero di preferenze nella lista democristiana, nel novembre del 1978 divenne sindaco e mantenne l’incarico anche dopo la tornata elettorale del 1980.
Quegli anni furono caratterizzati da interventi e iniziative destinati a incidere sul volto della città. Tra le decisioni più significative vi fu l’istituzione della prima area pedonale nel centro storico. Una scelta che, al momento della sua introduzione, suscitò le perplessità di una parte dei commercianti, ma che con il tempo venne rivalutata e finì per essere considerata un elemento qualificante della vivibilità e dell’attrattività del centro cittadino.
Parallelamente mostrò particolare attenzione alla dimensione culturale. Durante il suo mandato sostenne iniziative e istituzioni che avrebbero acquisito un ruolo stabile nella vita cittadina, tra cui il Centro culturale Bartolommeo Capasso e la Mostra-Mercato del Libro e della Stampa Antichi. Anche sul terreno della sensibilizzazione ambientale seppe cogliere in anticipo l’importanza di un tema destinato a diventare sempre più centrale, favorendo la nascita a Sorrento di un centro dedicato all’educazione ambientale.
Una parte importante della sua eredità appartiene infatti alla cultura. Giornalista e autore, dedicò tempo ed energie alla raccolta di testimonianze, documenti e notizie sulla storia locale, animato dalla convinzione che la memoria di una comunità dovesse essere preservata e trasmessa alle generazioni successive. Attraverso la ricerca e la scrittura contribuì così a sottrarre all’oblio episodi, personaggi e vicende della Sorrento del passato, mettendo a disposizione della città un patrimonio di conoscenze costruito con pazienza e curiosità intellettuale. In lui l’interesse per la storia non fu mai semplice erudizione: rappresentò piuttosto un modo per comprendere meglio il presente e rafforzare il senso di appartenenza a una comunità.
La scomparsa di Antonino Cuomo lascia dunque il ricordo di un uomo che seppe vivere in prima persona una fase di profonde trasformazioni. Fu testimone e interprete di una Sorrento che nel corso del Novecento modificò il proprio assetto, affrontò nuove sfide e cercò un equilibrio tra modernizzazione, sviluppo turistico e tutela della propria identità.
Il suo percorso attraversò politica, professione, cultura e amministrazione, mantenendo sempre come punto di riferimento la città. È anche attraverso figure come la sua che è possibile rileggere una stagione della storia sorrentina nella quale l’impegno pubblico si intrecciava ancora strettamente con la conoscenza del territorio, la memoria delle sue tradizioni e il desiderio di costruirne il futuro.
I funerali avranno luogo giovedì 20 agosto, alle ore 9.00, nella Chiesa della SS. Annunziata in Sorrento.
Il team di Posideo esprime i sentimenti del più accorato cordoglio ai familiari per il lutto che li ha colpiti.
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