1° Agosto 2026 – Napoli 1926-2026: Cento anni di storia, di amore e di appartenenza
Ci sono passioni che non si scelgono. Nascono con noi, crescono nel tempo e diventano parte della nostra identità.
Per me il Napoli è questo.
In occasione del Centenario della Società Sportiva Calcio Napoli sento il desiderio di condividere non solo la gioia di una ricorrenza storica, ma anche un ricordo personale che custodisco nel cuore.
Ho imparato ad amare il Napoli da bambina, grazie a mio padre, Raffaele. Era lui a trasmettermi l’entusiasmo per quei colori, ad insegnarmi che una partita non era soltanto novanta minuti di gioco, ma un momento di condivisione, di emozioni autentiche e di appartenenza. Guardavamo insieme le partite, commentavamo ogni azione, soffrivamo nelle sconfitte ed esultavamo nelle vittorie.
Quei momenti hanno costruito una parte importante della mia vita.
Oggi mio padre non è più accanto a me fisicamente, ma ogni volta che vedo la maglia azzurra, ascolto il coro dei tifosi o sento pronunciare il nome del Napoli, il mio pensiero corre inevitabilmente a lui. È come se fosse ancora seduto accanto a me, con lo stesso sguardo pieno di speranza e la stessa emozione di allora.
Il calcio, quando viene vissuto con il cuore, riesce a creare legami che il tempo non può spezzare.
Il Centenario del Napoli rappresenta cento anni di imprese sportive, di sacrifici, di campioni straordinari, di vittorie e di rinascite. È la storia di una squadra che ha saputo trasformare il sogno di un popolo in una realtà ammirata in tutto il mondo.
È la storia di una città che non si è mai arresa.
Napoli ha saputo rialzarsi dopo ogni difficoltà, dimostrando che la passione può diventare forza, speranza e orgoglio collettivo. La maglia azzurra è molto più di una divisa sportiva: è il simbolo di una comunità che vive ogni emozione con intensità, che soffre, gioisce, lotta e sogna insieme.
In questi cento anni tanti campioni hanno scritto pagine indimenticabili, regalando emozioni che resteranno nella memoria collettiva. Tra tutti, Diego Armando Maradona ha rappresentato il simbolo di un amore senza confini, capace di unire un’intera città e di lasciare un’eredità che continua ancora oggi a vivere nel cuore di milioni di persone.
Ma il Napoli non è fatto soltanto di grandi campioni.
Il Napoli è fatto di padri che insegnano ai figli ad amare quei colori, di nonni che raccontano le partite di un tempo, di famiglie riunite davanti alla televisione, di abbracci dopo un gol, di lacrime condivise, di bandiere esposte ai balconi e di un senso di appartenenza che attraversa le generazioni.
Per questo il Centenario non appartiene soltanto alla società calcistica.
Appartiene ad ogni tifoso che ha vissuto il Napoli come parte della propria storia personale.
Oggi, mentre la città si veste d’azzurro per celebrare questo straordinario anniversario, il mio pensiero vola ancora una volta verso mio papà Raffaele.
Grazie, papà, per avermi insegnato che amare una squadra significa soprattutto condividere emozioni, costruire ricordi e sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Sono certa che, ovunque tu sia, oggi starai sorridendo davanti a questo compleanno così speciale.
Buon Centenario, Napoli.
Che i tuoi prossimi cento anni siano ricchi di nuove emozioni, di nuovi traguardi e di quella passione che da sempre rende unico il popolo napoletano.
Perché il Napoli non è soltanto una squadra.
È una storia d’amore che si tramanda di generazione in generazione.
Con affetto e gratitudine,
Dott.ssa Rosa De Martino






