44 anni dal naufragio della “Marina d’Aequa”, la penisola sorrentina non dimentica le sue vittime
A distanza di 44 anni la Penisola Sorrentina continua a fare i conti con una ferita che il tempo non è riuscito a rimarginare. Il naufragio del “Marina d’Aequa”, nave mercantile dell’Italmare, resta una pagina dolorosa della storia marittima locale e nazionale, un evento scolpito nella memoria collettiva di famiglie, marinai e comunità che non hanno mai smesso di ricordare i propri uomini scomparsi in mare.
Era il 29 dicembre 1981, ore 17.55. Il “Marina d’Aequa” navigava a circa 280 chilometri al largo della Spagna, nelle acque del temuto Golfo di Guascogna, già allora noto per le sue condizioni meteomarine estreme e imprevedibili. In meno di un minuto, la tragedia. Una falla improvvisa nella stiva numero uno, l’acqua che penetra con violenza, l’SOS lanciato disperatamente: «Falla nella stiva numero uno, imbarchiamo acqua. Rischiamo di affondare». Poi il silenzio.
Il mare, potente e implacabile, non concesse alcuna possibilità di intervento ai soccorsi: la nave fu trascinata a fondo in pochi istanti.
Il bilancio fu devastante: 30 vittime, di cui ben 21 appartenenti alla Penisola Sorrentina. Uomini del mare, professionisti esperti, padri, figli, fratelli, la cui assenza continua a pesare sulle famiglie e sull’intera comunità. A loro, negli anni, sono stati dedicati momenti di raccoglimento, cerimonie e commemorazioni ufficiali, affinché la loro memoria resti viva non solo come ricordo di dolore, ma come testimonianza di coraggio e sacrificio.
Il naufragio del “Marina d’Aequa” non è soltanto una cronaca del passato, ma un monito ancora attuale: ricorda la durezza del mestiere del marinaio, l’imprevedibilità del mare e l’importanza della sicurezza in navigazione. Soprattutto, ricorda la forza di una comunità capace di stringersi attorno alle proprie perdite, trasformando il dolore in memoria condivisa.
Oggi, a 44 anni da quel tragico 29 dicembre, la Penisola Sorrentina continua a guardare il mare con rispetto e affetto, consapevole che tra le sue onde vivono ancora i nomi e le storie di chi non è più tornato.
Ecco i nomi di tutte le vittime:
Anselmo Buonocore – Meta
Raffaele Esposito – Meta
Costantino Castellano – Meta
Tullio Gagliardi – Meta
Luigi Maresca – Meta
Giovanni Ruggiero – Meta
Michele Pepe – Meta
Antonino Aversa – Meta
Ciro D’Angelo – Meta
Maurizio Esposito – Meta
Antonio Esposito – Meta
Antonio Paese – Meta
Salvatore Lauro – Piano di Sorrento
Luigi Cioffi – Piano di Sorrento
Giuseppe D’Elia – Piano di Sorrento
Francesco Vinaccia – Piano di Sorrento
Antonio Cioffi – Piano di Sorrento
Gennaro Pisano – Sorrento
Angelo Vinaccia – Sorrento
Pietro Cacace – Massa Lubrense
Antonino Gelzo – Massa Lubrense
Michele Massa – Torre del Greco
Salvatore Polese – Torre del Greco
Guglielmo Tortora – Torre del Greco
Raffaele Palomba – Torre del Greco
Luigi Tortora – Torre del Greco
Pietro Cibelli – Procida
Giuseppe Visaggio – Procida
Giuseppe Marrazzo – Procida
Carlos Quintana Correa – Santiago del Cile
E venne un giorno a stracciarci l’anima, il 29 Dicembre di un anno da dimenticare. Come una lama tagliò i legami, scavò dentro le certezze e le speranze rendendo tutto dubbio e morte. Ogni anno quest’anima è di nuovo ferita e sarà così fino alla fine. Noi amici, quelli di altri legni, quelli di riva, quelli di scuola, quelli di vita. Fratelli, figli, compagni, la morte non ha scelto a caso: ha portato via i migliori.
Noi che siamo rimasti a vedere altri giorni come questo che ha lo stesso mare e lo stesso freddo noi no, noi non vi abbiamo dimenticati. Marina d’Aequa sempre con noi!!







