13 gennaio: il respiro del silenzio invernale
Il 13 gennaio il tempo sembra fermarsi. Non è un giorno che spinge all’azione, ma invita alla custodia: a osservare ciò che si è seminato, a riconoscere ciò che cresce lentamente sotto la superficie, a comprendere ciò che il tempo ha già trasformato in radici. È una pausa dopo il passo, non un preludio a una corsa.
Spegni per un istante le luci artificiali. Rimani nel chiarore tenue di una lampada o di una candela. Ascolta il silenzio della stanza: lì parla il tempo che non corre, lì si sentono i battiti nascosti della vita quotidiana. Sistema un oggetto comune, non per ordine, ma per riconoscere che sei ancora qui, presente, dentro il tuo tempo.
Il 13 gennaio è un giorno silenzioso, nascosto nel cuore dell’inverno. Invita a fermarsi, a respirare, a percepire ciò che cresce in silenzio. Non è un giorno che spinge, ma uno che radica, che insegna la pazienza e la cura, la capacità di aspettare senza ansia.
La storia stessa sembra rispettare questa quiete. Il 13 gennaio 1129, a Troyes, la Chiesa riconobbe ufficialmente l’Ordine dei Cavalieri Templari: da custodi silenziosi dei pellegrini a simbolo di mistero e potere, avvolti in voti e segreti che ancora oggi affascinano e inquietano. Più di sette secoli dopo, il 13 gennaio 1842, la Regina Vittoria compì il suo primo viaggio ufficiale in treno, inaugurando un’era in cui il tempo si sarebbe misurato in velocità e rotaie. In un solo giorno, il sacro e il moderno si sfiorano, l’ombra e il movimento si intrecciano.
Il 13 gennaio 1898 morì Émile Zola, scrittore e testimone coraggioso del suo tempo. La sua parola, spesso scomoda, continuò a vibrare anche dopo la sua morte. Giorni come questo ricordano che alcune verità non appartengono a un solo momento: persistono nel silenzio e nella memoria, si trasmettono attraverso gli anni come semi invisibili.
Questo giorno, silenzioso e discreto, ci insegna una lezione preziosa: non tutto ciò che conta si misura in azione immediata o in rumore. Alcune cose crescono lentamente, radicano profondamente e diventano essenziali solo a chi sa osservare senza fretta. Oggi il tempo non corre né rallenta: si stabilizza. Ciò che era confuso prende contorni, ma solo per chi ha il coraggio di fermarsi e guardare.
Il 13 gennaio è un giorno di presenza. Di radici. Di memoria. Un invito a custodire ciò che conta, a riconoscere ciò che cresce in silenzio, a respirare dentro l’inverno, dentro il tempo stesso.
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